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Largo: arriva la sindrome dello stilista!

Dopo piu’ di 20 anni passati a respirare il mondo dell’abbigliamento possiamo serenamente affermare che la sindrome dello stilista colpisce tutti e quando diciamo tutti, credetemi, intendiamo veramente tutti… quelli che, in un modo o nell’altro, entrano o entreranno in contatto con una nuova collezione.

La sindrome dello stilista è quell’impulso irrefrenabile che spinge le persone ad esprimere pareri, suggerimenti, modifiche, non appena entrano in contatto visivo con le nuove proposte.

Hosio maglieria blogGeneralmente (e qui immaginate parta in sottofondo la musica di Quark) chi ne soffre tende ad assumere anche posture particolari mentre studia la nuova proposta: c’e’ il pensieroso, a braccia incrociate che passa i capi ai raggi X per poi sentenziare con la tipica frase solenne “ci manca qualcosa”. C’e’ chi invece toccando tutti i capi con fare esperto, suggerisce modifiche estemporanee, tipo : qui ci vorrebbero 2 tasche a filetto oppure, lì bisognerebbe modificare il collo e ancora, in quella linea aggiungerei 3 capi e perché no, anche qualche colore.

C’e’ una cosa che pochi capiscono: le collezioni per un designer sono come i figli, ai quali loro possono dire di tutto, ma quando glieli toccano gli altri…vedono rosso!

E’ chiaro che poi si appellano al loro self control e allora si mettono con calma a spiegare che i colori sono tipo 6 mesi che li studiano e che sono stati pensati per “girare” su tutta la collezione, che no, non ci manca nulla, perché la collezione è suddivisa secondo una struttura merchandising ben precisa fatta per soddisfare tutte le necessità, e ancora, il collo non si puo’ modificare perché sono state già fatte 5 prove e l’unico che sta bene è proprio quello!

A parte gli scherzi è ovvio che poi ci sono suggerimenti e suggerimenti e alcune modifiche verranno apportate, proprio sulla base di quanto proposto, ma rimane il fatto che emotivamente, ogni volta, per il povero designer è davvero molto impegnativo.

Purtroppo l’antidoto contro la “sindrome dello stilista” non è ancora stato inventato e dubitiamo seriamente possa essere sconfitta, tuttavia la speranza è l’ultima a morire e quindi concludiamo, a nome di tutti i designer, con un corale “I have a dream”, indovinate quale? La cura per la “sindrome dello stilista” !

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